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Sensibilità ISO

Lezione 07 Sensibilità ISO

Il sensore è il dispositivo che riceve i coni di luce quando l’otturatore si apre. E’ composto da tanti diodi che si caricano a seconda dell’intensità dei coni e di quanto tempo restano esposti ad essi. Per potersi caricare hanno bisogno di una stimolazione elettronica.

La stimolazione elettronica può essere regolata facendo in modo che i diodi diventino più o meno “sensibili” e si carichino quindi di luce più o meno velocemente.

La possibilità di modificare la sensibilità del sensore equivale, nella fotografia analogica, alla scelta tra diverse pellicole la cui sensibilità varia. Le pellicole si distinguono in base a una serie di sigle di questo tipo: ISO 100, ISO 200, ISO 400, ISO 800 ecc. Ognuna di queste indica la sensibilità della pellicola: una ISO 200 ha una sensibilità il doppio rispetto a una ISO 100, una ISO 400 è il doppio di una ISO 200 e così via. La terminologia che abbiamo oggi nella fotografia digitale deriva da quelle sigle.

Solitamente la sensibilità ISO è regolabile con incrementi esponenziali partendo da un ISO 100 e raddoppiandola ad ogni passaggio. Fotocamere più avanzate permettono anche regolazioni di valori intermedi: ISO 100, ISO 125, ISO 160, ISO 200 ecc.

Faccio un esempio pratico di regolazione degli ISO: regolo il sensore in modo che la sensibilità sia il minimo possibile, ISO 100. Scatto una foto con un certo diaframma e l’esposimetro mi dice che il tempo necessario affinché i coni carichino i diodi correttamente è 1/100 di secondo (tempo di esposizione). Se raddoppio la loro sensibilità impostando ISO 200 e rieseguo quindi la stessa foto di prima, basterà esattamente la metà del tempo cioè 1/200 di secondo. Raddoppiando ancora la sensibilità impostando ISO 400 il tempo di esposizione scenderebbe a 1/400.

Impostare il sensore a una sensibilità alta ci aiuta quindi ad ottenere dei tempi di esposizione più veloci. Nel caso in cui siamo a rischio mosso con dei tempi di esposizione oltre i tempi di sicurezza, l’aumento della sensibilità ISO ci permette di ridurre quel tempo. Sembrerebbe così di aver risolto tutti i nostri problemi. Sembra che basti impostare gli ISO al massimo possibile e avere così sempre dei tempi rapidissimi. Peccato che stimolare il sensore più del necessario significa anche creare un “disturbo” all’interno dell’immagine. Tale disturbo è detto rumore. Il rumore aumenta man mano che aumenta il valore degli ISO, quindi alzare gli ISO significa compromettere la qualità della foto.

Sotto riporto una serie di immagini “croppate”, scattate a valori ISO man mano più grandi. Sono state scattate con macchina su cavalletto per evitare il mosso ed evidenziare così solo differenze in rumorosità.

Un’immagine croppata è solo una parte di un’immagine più grande, un ritaglio. In questo caso vi mostro dei crop per permettervi di visualizzare più da vicino un dettaglio e valutarne il rumore. crop
iso100iso200iso400
iso800iso1600iso3200

Ma allora evitiamo il mosso e aggiungiamo il rumore? E’ un compromesso che a volte non lascia alternative. E’ sempre meglio una foto con del rumore piuttosto che mossa. Innanzitutto perché una foto con rumore non è detto che sia brutta mentre una foto mossa è molto sgradevole, poi perché il rumore,a differenza del mosso, può essere trattato e ridotto/eliminato da potenti software che ci sono oggi in circolazione. Il rumore tra l’altro diventa ancor più irrilevante se la foto servirà stampata in formato piccolo (10×15 ad esempio). Infatti per farvi notare il rumore sulle foto che ho fatto, ho dovuto mostrarvi un crop proprio perché dall’intera immagine poteva non essere percepito.

Ecco invece due foto (crop) scattate a mano libera: una a iso 100 e l’altra a iso 6400. Meglio la prima o la seconda?

iso-mossaiso-rumore

La scelta degli ISO è quasi sempre preferibile farla noi piuttosto che affidarla alla macchina, a patto di stare bene attenti al tempo di esposizione ed essere pronti a cambiarli qualora sia necessario. In modalità P è possibile. Per cominciare seguiamo due linee guida generali: all’aperto in giornate soleggiate impostiamo gli ISO 100, mentre in casa (senza flash) con poca luce impostiamo ISO 400. In ogni caso va sempre valutato, al momento della messa a fuoco, se il tempo di esposizione dato dall’esposimetro è un tempo “sicuro” o meno. Nel caso non lo fosse bisognerà aumentare ancora gli ISO. Avrete bisogno di tanta pratica per valutare velocemente gli ISO e controllare i tempi di esposizione quindi provate! provate! provate!

Con questa lezione ho introdotto l’ultimo dei tre parametri chiave dell’esposizione. Vi sembreranno ancora concetti poco concreti ma dalla prossima lezione metteremo insieme tutto quanto cominciando a dare priorità alla sperimentazione. Non esitate a tornare indietro e ripassare qualche concetto che vi era chiaro ma che adesso vi sembra confuso.

Quali sono i valori possibili ISO del vostro sensore? qual è il valore di ISO minimo e qual è il valore di ISO massimo? Consultate il manuale e scoprite come si imposta. La regolazione è prevista con dei raddoppi di sensibilità ad ogni passaggio o ci sono anche dei passaggi intermedi?

Se la scelta degli ISO è affidata alla fotocamera (ISO Auto) imparate a leggere il valore proposto al momento dello scatto guardando attraverso il mirino. Cominciate a impostarlo voi durante gli scatti in modalità P secondo le linee guida generali, valutate il tempo di esposizione e riadattateli qualora non siano tempi di sicurezza. Provate ad aumentarli fino a rendervi conto del rumore che sarà introdotto nelle vostre foto.

Ricordatevi di riadattarli qualora passiate da una condizione di luce all’altra: se dopo una serie di scatti in casa a ISO 800 vi spostate in giardino di giorno, potreste dimenticarvi di riadattarli e sarebbe un peccato avere poi delle foto con del rumore quando era possibile magari scattare anche a ISO 100.

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