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Profondità di campo

Lezione 05 Profondità di campo

Se, come abbiamo visto nella lezione sulla messa a fuoco, solo i coni proveniente da una determinata distanza terminano con la punta sul sensore mentre tutti gli altri generano circoli di confusione, dovremmo avere tutte le foto ricche di sfocato avanti e dietro ciò che si trova a quella distanza. E’ ovvio che non è così. Come mai?

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E’ il momento di fare una precisazione sui circoli di confusione.
Immaginiamo di avere una macchina con una focale 70mm (per assurdo senza diaframma) e di fotografare insieme tre oggetti uguali uno di fianco all’altro di fronte all’obiettivo. Quello centrale a un metro, quello a sinistra un millimetro più indietro e quello sulla destra un millimetro più avanti. Mettiamo a fuoco quello centrale. I coni provenienti da quello centrale termineranno con la punta sul sensore. Quelli proveniente dall’oggetto un millimetro più indietro saranno un pochettino più lunghi e genereranno quindi dei circoli di confusione, piccolissimi, ma comunque dei cerchi. Lo stesso varrebbe per i coni provenienti dall’oggetto più avanti, sarebbero un pochettino più corti generando anch’essi dei circoli di confusione. Se facessi quest’esperimento mi aspetterei di vedere l’oggetto centrale a fuoco e gli altri due no. Invece rimarrei deluso, li vedrei tutti e tre a fuoco. Non convinto sposterei di un altro millimetro indietro quello a sinistra e un millimetro più avanti quello sulla destra. La differenza tra i coni aumenterà e si genereranno dei circoli di confusione un pochino più grandi. Niente da fare, tutti e tre a fuoco. Insisto, li sposto ancora, li porto a un centimetro di differenza. Circoli di confusione più grandi, provo, ancora tutti e tre a fuoco. Allora li porto a cinque centimetri, provo e ancora tutti e tre a fuoco…anzi no, se guardo bene gli oggetti laterali non sono molto nitidi, sopratutto quello a destra. Allora li sposto ancora e li porto a dieci centimetri. Ora si che sono palesemente sfocati, sopratutto quello sulla destra, ancora riconoscibili ma sfocati.

Cosa voglio dire (con questo esempio forse troppo lungo :)), voglio dire che i circoli di confusione se sono troppo piccoli generano una sfocatura così piccola che i nostri occhi neanche la percepiscono. Questo significa che, esiste si una sola distanza di messa a fuoco, ma ci sarà una zona posteriore e una zona anteriore rispetto a quella distanza che possiamo considerare ancora a fuoco. Abbiamo quindi un’area a fuoco con in mezzo il punto che abbiamo scelto come messa a fuoco. Quest’area si chiama profondità di campo.

 

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Nella lezione sulla lunghezza focale abbiamo visto come una focale lunga genere dei coni lunghi. L’allungamento avviene per tutti i coni per cui accade che se un insieme di coni è a fuoco, gli altri, che saranno molto più lunghi e molto più corti, genereranno dei circoli di confusione subito più grandi oltrepassando subito da quei limiti impercettibili ai nostri occhi. Diremo che con una focale lunga la profondità di campo si restringe.

Nel caso di una focale corta avviene esattamente il contrario. Immaginate una focale di 10mm. Immaginate tutta la scena rappresentata da miliardi di coni piccoli piccoli tra la lente e il sensore. La differenza tra quelli a fuoco e quelli non a fuoco genererà dei circoli molto molto piccoli. Probabilmente verrebbe a fuoco gran parte della scena. Diremo che con una focale corta la profondità di campo si espande.

Man mano che si allunga la focale i coni crescono non esattamente in maniera proporzionale: quelli provenienti da punti più vicini crescono maggiormente rispetto a coni provenienti da distanze man mano maggiori. I circoli di confusione di oggetti non a fuoco più vicino alla lente diventano quindi più grandi rispetto a quelli provenienti da punti lontani. Non a caso nel lungo esempio di prima ho detto che a un certo punto avrei visto l’oggetto sulla destra, quello più vicino, più sfuocato di quello sulla sinistra. Nella valutazione della profondità di campo quindi va valutata una porzione più ampia dietro il punto di messa a fuoco rispetto a quella davanti.

Fino ad ora abbiamo visto come la profondità di campo dipenda dalla lunghezza focale. Se fotografo con una focale 50mm so che avrò una profondità di campo non molto ampia. Ma se mi piace la prospettiva che mi da il 50mm su una scena e volessi una profondità di campo maggiore? Un’immagine “tutta a fuoco”? Dovrò rinunciare a quella focale, quindi a quella prospettiva? Certo non sarebbe una soluzione da sottovalutare se la prospettiva non mi interessasse e in tal caso potrei avvicinarmi e accorciare la focale. Ma se la focale non la volessi accorciare? Allora vi devo parlare del diaframma.

Continuate a scattare in P, osservate le foto scattate a varie focali e cercate di identificare la profondità di campo, quanto si estende dalla zona di messa a fuoco. E’ ampia? e’ ristretta? Vi piace? La vorreste più ampia? La vorreste più stretta? Fatelo anche osservando foto degli altri. Chiedetevi dov’è stato messo il fuoco? La profondità di campo è ridotta? E’ ampia? Valutate la prospettiva per capire grosso modo che focale avrà utilizzato il fotografo, grandangolo? normale? tele?  

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