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Ombre e Luci

Lezione 15 Ombre e Luci

Dove c’è luce c’è ombra…e se è vero che la foto è luce è anche vero che la sua bellezza può essere fortemente influenzata dalle ombre. Le ombre possono contribuire a riportare tridimensionalità, possono diventare il soggetto stesso, possono introdurre forti inestetismi e possono mettere in difficoltà il calcolo dell’esposizione. Impariamo quindi a osservarle e valutarle prima di uno scatto.

La prima cosa che dobbiamo imparare a fare è osservare la scena e riuscire a guardarla così come apparirà sulla nostra foto. Si perché per quanto l’occhio e la fotocamera abbiano tante similitudini, la differenza tra una scena osservata e la stessa in una foto, pur corretta in ogni aspetto, c’è e come! La differenza più importante consiste proprio nella percezione diversa che occhio e fotocamera hanno su ombre e luci. Vi sarà già capitato di scattare qualche foto in pieno giorno e solo osservandola dal display notare la presenza di una grossa zona d’ombra. Non che l’occhio non l’abbia vista sulla scena reale, solo che non gli sarà sembrata così netta. Si tratta del grande limite della gamma dinamica che hanno le fotocamere digitali.

La gamma dinamica di una fotocamera è attribuibile al sensore e indica il numero di gradazioni di luminosità che esso riesce a catturare. In confronto alla gamma dinamica della nostra vista quella delle fotocamere è molto ristretta. In sostanza accade che per le fotocamere le zone poco luminose tendono a essere registrate più scure mentre quelle luminose più chiare, accentuando così le differenze tra luci ed ombre. In questo modo anche scene che ai nostri occhi appaiono equilibrate sono, in realtà, per il sensore, scene ad alto contrasto. E’ una grossa spina nel fianco per i fotografi ed è il momento di cominciare a prenderne coscienza prima di ogni scatto per evitare di rimanere sorpresi o delusi e sopratutto per cercare poi di far fronte alla situazione.

Cosa possiamo fare visto che per scene ad alto contrasto un’esposizione che vada bene per tutta la scena non esiste? Possiamo rimandare lo scatto in un momento diverso della giornata in cui la differenza tra luci ed ombre è minore; possiamo, come abbiamo già visto, decidere di sacrificare una zona scura a favore di una zona luminosa o viceversa; possiamo utilizzare dei filtri in grado di scurire solo parte della scena (come ad esempio il cielo troppo luminoso in un panorama); possiamo ricorrere a tecniche come Doppia Esposizione o HDR che però richiedono determinate accortezze e un lavoro di post-produzione (queste tecniche le approfondiremo in laboratorio); possiamo ricorrere ad un’illuminazione supplementare che schiarisca le zone in ombra; oppure si può decidere semplicemente di rinunciare alla foto e cambiare inquadratura.

Nonostante ciò, l’importanza delle ombre in una foto, oltre che delle luci, è fuori discussione. E’ l’armonia tre le une e le altre che dobbiamo imparare a cogliere. Nella valutazione estetica di una luce si utilizzano termini come luce dura o luce morbida, ma con questi aggettivi si fa riferimento sopratutto all’armonia che hanno le luci con le ombre: la luce può essere più intensa o meno intensa ma non la si può valutare in termini di durezza se non osservando anche le ombre. E’ il modo in cui essa è distribuita che ne determina la durezza: una luce dura è una luce in alcuni punti eccessiva ma sopratutto è una luce che genera ombre dai contorni netti, mentre una luce morbida è una luce che genera ombre con contorni poco definiti. Ecco due esempi (crop):

In alcune tipologie di foto, come la ritrattistica (femminile sopratutto) ad esempio, la morbidezza della luce è fondamentale. Un volto senza ombre è un volto piatto; un volto con ombre nette come quella del naso e del mento è molto sgradevole; un volto con una luce morbida è un volto dai lineamenti armonici ed equilibrati.

Da cosa dipende allora la durezza della luce se questa non è legata alla sua intensità? Dipende dalla dimensione della fonte in rapporto alla distanza. Per fonte intendo la provenienza della luce, non necessariamente la sorgente: in una foto di un soggetto colpito dal sole diremo che la fonte è il sole; in una foto in cui il sole non colpisce il soggetto ma colpisce un grande pannello bianco e la luce riflessa colpisce il soggetto, diremo che la fonte è il pannello. In questi due esempi abbiamo come fonte il sole nel primo e il pannello nel secondo. E’ più grande il sole o il pannello? Certo, a livello assoluto il sole è infinitamente più grande di un qualsiasi pannello, ma rispetto alla distanza che ognuna delle due fonti ha dal soggetto che illumina, il sole è decisamente più piccolo. Le ombre generate dal sole infatti hanno sempre i contorni netti.

Ecco le foto per intero dei due esempi precedenti. Nella prima foto la fonte di luce è il flash posizionato in alto a destra. Nella seconda foto invece la fonte diventa un diffusore che ho posizionato davanti al flash. Come si può vedere le due fonti hanno dimensioni palesemente diverse…

 

Qual’è invece la fonte, di giorno, in una scena all’aperto con cielo coperto dalle nuvole? Le nuvole stesse, per tutta l’estensione del cielo visibile. In questo caso le nuvole sono colpite tutte dai raggi del sole e diffondono a loro volta la luce sulla terra. Si parla di luce diffusa e la fonte è decisamente enorme. In giornate di cielo coperto le ombre sono infatti sempre poco marcate ed è per questo che per certi tipi di foto rappresentano le giornate ideali.

Incominciamo quindi a non preoccuparci solo di come configurare la nostra macchina ma ad osservare anche ciò che c’è al di la dell’obiettivo. Non è ancora il momento di agire (con flash, pannelli, diffusori o accorgimenti vari) ma di capire cosa stiamo fotografando.

Impariamo a riconoscere il livello di contrasto tra luci ed ombre di una foto prima di scattarla. Cerchiamo le ombre, valutiamole e verifichiamo come appaiono poi nella foto.

Sperimentate la teoria sulle ombre netti dovute alla dimensione della fonte rapportata alla distanza dal soggetto: provate a scattare una foto a un vostro amico posizionato dietro una finestra soleggiata e senza tenda, ripetete poi la stessa foto con la tenda che faccia da diffusore (diventandone la fonte come accade per le nuvole), osservate le ombre nelle due foto.

Da adesso in poi osservate e siate critici dell’illuminazione delle vostre foto e quelle degli altri. Anche mentre sfogliate una rivista, se incontrate immagini pubblicitarie, osservate l’illuminazione, dov’è la fonte (o le fonti)? Come sono le ombre.

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2 Responses to "Ombre e Luci"

  • Avatar
    Enzo
    20 December, 2013 - 4:12 pm Reply

    Ottimo articolo

    • Luigi Capasso
      Luigi Capasso
      20 December, 2013 - 5:28 pm Reply

      Grazie!

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