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Il flash : Introduzione

Lezione 17 Il flash : Introduzione

Come avrete notato, fino ad ora raramente ho fatto riferimento al flash. Perché ritengo sia fondamentale innanzitutto comprendere le relazioni tra i parametri di esposizione e successivamente introdurre questo quarto fattore “artificiale” che come vedremo subentra un po’ in maniera prepotente su tutto quanto detto fino ad ora.

Tutti immagino sappiamo che cosa è un flash: un aggeggio che emette un  fastidioso lampo il quale illumina le nostre foto quando la luce presente sulla scena, che da adesso chiameremo luce ambiente, non è sufficiente. La scena quindi viene temporaneamente illuminata, per un istante, nel momento esatto in cui l’otturatore si apre. In questo modo i milioni di coni di luce provenienti dalla scena illuminata da quel lampo,  attraversano l’obbiettivo e colpiscono il sensore. Tutto in perfetta sincronia.

Benchè il flash possa avere in realtà una molteplicità di utilizzi, inizieremo ad approfondire il suo utilizzo più comune: in condizioni di scarsa luminosità. Faremo, per adesso, riferimento al flash integrato, disponibile sulla maggior parte delle Reflex.

Fino ad ora abbiamo imparato che, quando a causa della scarsità della luce ambiente ci accorgiamo che il tempo di esposizione va ben oltre il limite del tempo di sicurezza, abbiamo la possibilità di intervenire lavorando con il diaframma e/o con gli ISO. Si possono ad esempio raddoppiare gli ISO per poter dimezzare i tempi, consapevoli dell’introduzione di rumore digitale. Oppure possiamo aprire il diaframma, se non siamo già al massimo, e comunque la profondità di campo varierebbe. L’opzione di poter invece intervenire direttamente sulla scena illuminandola con un flash, senza così dover alzare gli ISO, si fa allettante…anzi, detta così sembrerebbe la cosa migliore da fare. Ma vediamo subito perché invece è meglio pensarci due volte prima di farlo.

1. A causa della sua potenza limitata (parliamo sempre del flash integrato) e della sua posizione non ottimale, la scena potrebbe risultare non uniformemente illuminata. Pensiamo ad un soggetto in una grande sala ad esempio, fotografando il soggetto utilizzando il flash si ottiene una foto in cui si vede solo il soggetto mentre il resto della sala resta buia.

2. A causa delle sue ridottissime dimensioni, rappresenta una fonte di luce piccola.E cosa succede quando la fonte di luce è piccola (lezione ombre e luci)? Si generano ombre molto marcate e quindi quasi sempre sgradevoli.

3. La sua luce ha una temperatura colore ben specifica (fredda). Se questa non sostituisce ma si miscela alla luce ambiente (e vedremo come sia possibile), la quale potrebbe avere una temperatura colore diversa, viene fuori una foto il cui bilanciamento del bianco è pressoché impossibile.

Ecco un esempio. In casa, con luce ambiente scarsa, ho voluto fare questa foto a mano libera e senza utilizzare il flash, con ISO altissimi quindi.

17 Senza Flash17 Senza Flash Crop

 

Ho rifatto la stessa foto a ISO 100 ma col flash

17 Con Flash17 Con Flash Crop

Senza osservare i rispettivi crop preferirei quella in cui non ho utilizzato il flash (anche se in realtà sembra un po’ sottoesposta 🙂 ). Osservando i crop invece quella senza flash è inguardabile. Ancora una volta la scelta va fatta anche in base all’utilizzo della foto: una foto da stampare 10×15 può essere scattata a ISO alti senza che il rumore venga riportato in stampa, mentre per un poster ad esempio, è assolutamente sconsigliabile alzare così tanto gli ISO.

Scegliere di utilizzare il flash significa quindi aver fatto già delle valutazioni per cui risulta più conveniente utilizzarlo piuttosto che introdurre del rumore con degli ISO alti. Le valutazioni saranno fatte sulla base di conoscenze in merito e ovviamente dell’esperienza.

Otturatore e Tendine

Prima di proseguire e cominciare a comprendere in che modo gestire il nostro flash, ritengo opportuno fare un passo indietro e  approfondire meglio il funzionamento dell’otturatore, iniziando a familiarizzare con termini come prima tendina, seconda tendina, sincro lento (Slow-Synch)  e sincro veloce (High-Synch).

L’otturatore è quel componente che protegge il sensore dai coni di luce e che si apre al momento dello scatto. E questo già lo sapevate. Come ve lo immaginate? Non so perché, forse forviato da qualche animazione vista su qualche smartphone, io me lo immaginavo come un foro chiuso, a lamelle simile a un diaframma, che al momento dello scatto si apre e si richiude.

Pessima cosa… infatti non è così. Perché? Se così fosse la parte centrale del sensore verrebbe esposta per prima ai coni di luce e ne resterebbe esposta per tutto il tempo fino a quando il foro si richiude. Diversamente invece accadrebbe alle parti del sensore che si trovano ai lati che resterebbero esposti “molto” meno tempo. Avremmo una foto in cui il tempo di esposizione non sarebbe uniforme: la parte centrale sarebbe luminosa e man mano nei bordi sempre più scura.

L’otturatore invece deve garantire l’uniformità del tempo di esposizione su tutto il sensore. Il sistema utilizzato che permette di fare questo è il sistema a due tendine: una che si solleva scoprendo l’otturatore e un’altra che, al contrario, parte dal basso per coprire il sensore sollevandosi.

Tendine Sincro Lento

Come vedete da questa immagine animata (rallentata), al momento dello scatto, la prima tendina comincia ad alzarsi scoprendo il sensore fino ad arrivare in alto. A questo punto abbiamo un disequilibrio di esposizione in cui la parte inferiore del sensore è più esposta dalla parte superiore. La fase di chiusura però, prevede la salita della seconda tendina la quale comincia a coprire la parte inferiore fino a salire completamente andando così a compensare il disequilibrio creato dalla prima tendina. Questo movimento “armonioso” delle due tendine fa si che ogni pixel del sensore venga esposto per lo stesso tempo di esposizione.

Immaginiamo adesso uno scatto con un tempo di esposizione lento di tre secondi. La prima tendina sale in maniera rapidissima scoprendo tutto il sensore, la seconda tendina deve salire allo stesso modo ma prima deve aspettare tre secondi. Esiste quindi un momento lungo tre secondi in cui tutto il sensore è contemporaneamente esposto.

Immaginiamo adesso uno scatto con un tempo rapidissimo come 1/4000. La prima tendina sale in maniera rapidissima e dopo 1/4000 di secondo sale la seconda tendina. Ma qui bisogna fare una precisazione! Le tendine purtroppo salgono si velocemente, ma per alzarsi del tutto ci impiegano comunque un tempo pari a circa 1/200 . Questo significa che, in questo secondo esempio, quando la prima tendina comincia a salire, la seconda non può aspettare 1/200 di secondo, ma comincia a salire anch’essa prima che la prima arrivi in alto. Quindi non ci sarà mai un momento in cui tutto il sensore sia contemporaneamente esposto. Ecco un’animazione rallentata di uno scatto con tempo molto molto veloce

Tendine Sincro Veloce

Distinguiamo adesso due insiemi di tempi di esposizione :

  • tutti i tempi più lenti o pari a 1/200,che da adesso chiameremo  sincro lento (Slow-Synch), i quali permettono all’otturatore di scoprire, almeno per un attimo, tutto il sensore contemporaneamente
  • tutti i tempi più veloci di 1/200, che da adesso chiameremo sincro veloce (High-Synch) in cui il sensore non sarà mai completamente esposto.

Perché vi sto spiegando tutto ciò? Ritorniamo al flash. E’ possibile secondo voi illuminare per un attimo la scena con un lampo quando il tempo di esposizione è High-Synch ? NO! Non essendoci mai un momento in cui il sensore è completamente scoperto, il flash illuminerebbe soltanto una porzione del sensore. Per utilizzare il flash quindi, almeno per adesso, i tempi di esposizione non possono andare oltre il tempo di sincronizzazione delle tendine. Se la vostra macchina ha un tempo di sincronizzazione di 1/250 vuol dire che potete utilizzare il flash quando i tempi sono più lunghi o uguali a 1/250.

Molto probabilmente la vostra macchina, attivando il flash con l’apposito pulsante, non vi permetterà nemmeno di impostare tempi di scatto più lunghi del tempo di sincro. Ora almeno sapete perché :).

Nell’uso più comune del flash, solitamente questo non è un problema : in condizioni di scarsa luce, utilizziamo il flash proprio perché i tempi sono lunghi. In altri utilizzi invece vedremo come possa capitare di avere a che fare con dei tempi molto veloci.

E’ inutile suggerirvi di cominciare a vedere cosa succede se si aziona il flash vero? Lo avrete già fatto dopo la lettura della prima lezione :). Per utilizzarlo basta azionarlo con l’apposito pulsante. La vostra macchina sicuramente disporrà di appositi automatismi che ne regolano la potenza e che per adesso tralasceremo. Cominciamo a interpretare cosa accade, in modalità Program, quando si fotografa col flash attivato: come vi sembrano le foto? Vedete delle ombre nelle foto? Come sono? Che tempi ha scelto la macchina?

Qual’è la massima velocità dell’otturatore utilizzabile sulla vostra macchina quando il flash è attivato? Questo lo scoprite o leggendo il manuale o provando voi stessi, in modalità priorità di tempi, a impostare un tempo veloce e vedere fino a dove vi permette di arrivare la macchina.

Fate foto di sera (sempre in modalità P) in spazi grandi o addirittura all’aperto e utilizzate il flash. Osservate quanto sia poco utile. Fate anche il contrario: in spazi ridotti, come ad esempio una stanza non grande, potreste scoprire che non è poi così male utilizzare il flash.

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