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Il bilanciamento del bianco

Lezione 14 Il bilanciamento del bianco

La luce è composta da tantissime onde elettromagnetiche di diversa lunghezza. Alcune di queste sono definite “visibili” in quanto il nostro cervello riesce a intercettarle e interpretarle sotto forma di colore. La luce contiene quindi tutti i colori primari che, insieme, se equamente distribuiti, formano il colore bianco. Al momento dell’impatto con la materia, alcune di queste onde possono essere assorbite per cui la luce riflessa risulterà composta da quantità di colori ridotti che insieme determinano il colore della materia stessa. Se ad esempio un oggetto viene illuminato da luce bianca e questo ne assorbe quasi tutti i suoi colori riflettendo solo il rosso e il giallo, l’oggetto diremo che è di colore arancione (il giallo e il rosso insieme creano l’arancione).

Non sempre però la luce che illumina una scena è composta da colori in quantità bilanciate. Questo comporta che anche la parte riflessa risente di questo disequilibrio. Una sorgente di luce che produce una quantità di rosso maggiore rispetto agli altri colori, influenza la luce riflessa facendo apparire una dominante rossa su tutta la scena. Una lampada da comodino ad esempio ha una dominante ambra e tutto ciò che illumina in camera sembra avere dei colori tendenti al giallo.

Questa diversità tra i vari tipi di luce è in strettissima relazione con la loro stessa temperatura. In fotografia si parla di temperatura colore in quanto è dalla temperatura della luce che si riesce a identificare il colore dominante. La temperatura colore è espressa in gradi Kelvin.

Si parla di luce calda quando ci sono dominanti tendenti al rosso e di luce fredda quando ci sono dominanti tendenti al blu. Da notare però come le dominanti calde (rossi, gialli) siano presenti in temperature di luce basse mentre le dominanti fredde (azzurri,blu) compaiono in temperature alte. Sembra un controsenso ma in realtà quando si parla di luce calda non si intende una luce con gradi kelvin alti ma una luce le cui dominanti rievochino atmosfere calde. La luce di un tramonto, ad esempio, è una luce con temperatura molto bassa ma diciamo che è una luce calda perché le sue dominanti rosse trasmettendo concetti caldi come fuoco, sole.

La luce con assenza di dominanti è una luce la cui temperatura si aggira intorno ai 5.500 K. La luce del sole è una di queste. Ma cosa accade al nostro cervello in luoghi dove la luce presenta un’evidente dominate? Si abitua! Si perché dopo un po’, consapevole della presenza di una alterazione, riesce a quantificare la dominante e distinguere così tutti i colori correttamente applicando una “correzione”. Se però scattiamo una foto? Quando la osserveremo lontano da quella condizione di luce, la dominante sarà palese e sembrerà spesso eccessiva o inappropriata. Occorrerebbe che la macchina sia anch’essa in grado di tenerne conto riuscendo così a correggere i vari colori. E’ fattibile col bilanciamento del bianco.

Già dal nome si può capire che si tratta di una calibrazione, un’operazione che permette di calcolare la differenza tra ciò che appare e ciò che dovrebbe apparire prendendo come riferimento il colore bianco (meglio ancora se un colore neutro). Il risultato rappresenta proprio la dominante, ciò che va “sottratto” all’intera scena.

Ecco due esempi di foto scattate “senza” e con bilanciamento corretto del bianco.

E’ importante precisare che il bilanciamento del bianco è una di quelle operazioni la cui applicazione avviene durante lo sviluppo della foto. I dati raccolti e digitalizzati dal sensore vengono elaborati dal processore il quale esegue, con un processo software, la correzione dei colori in base al bilanciamento del bianco creando la JPEG finale. Tutti coloro che intendono scattare in RAW e sviluppare al PC le proprie foto, sappino che non è necessario occuparsene al momento dello scatto. E’ uno dei motivi principali per cui preferisco sempre scattare in RAW. In questo modo, al momento dello scatto, devo preoccuparmi solo di ciò che successivamente non sarà possibile fare: messa a fuoco, esposizione, profondità di campo, composizione,ecc.. In ogni caso ritengo sia utile conoscere il funzionamento del bilanciamento del bianco in fase di scatto.

Il bilanciamento del bianco è un’operazione che la macchina esegue per ogni foto. Tutte le macchine dispongono di un algoritmo di riconoscimento automatico del tipo di luce presente sulla scena e sono quindi, più o meno, in grado di “correggere” in autonomia i vari colori. Devo dire che il più delle volte questo automatismo funziona abbastanza bene, ma esistono condizioni di luci e di colori per cui è necessario il nostro intervento. E’ possibile infatti aiutare la nostra macchina indicandogli il tipo di luce che illumina la scena. Ecco un elenco di opzioni tipiche di bilanciamento del bianco che possiamo avere :

  • Bilanciameno automatico (AWB)
  • Luce solare
  • Cielo coperto
  • Luci fluorescenti
  • Luce ad incandescenza
  • Luce flash
  • Bilanciamento personalizzato

Se ad esempio ci troviamo in un ambiente illuminato da luci ad incandescenza e notiamo che col bilanciamento automatico (impostato di default) le nostre foto presentano dei colori troppo influenzati da quel tipo di luce, sarebbe opportuno impostare l’apposita opzione “Luce ad incandescenza”. Oppure si può utilizzare il bilanciamento personalizzato. Quest’ opzione è utile sopratutto quando non siamo in grado di stabilire il tipo di luce che illumina la scena. Funziona in questo modo: indichiamo alla macchina una porzione di scena che NOI sappiamo essere “neutra” (di un colore della scala dei grigi) e a fronte di quest’indicazione la macchina calcola la correzione necessita affinché i colori, in quella zona da noi indicata,  risultino neutri, sottraendo ad esempio del gialloFatto questo, non dovrà fare altro che applicare la stessa correzione all’intera scena per tutti gli scatti che seguiranno. E’ un metodo di bilanciamento molto preciso e valido. L’unico inconveniente potrebbe essere non riuscire a trovare sulla scena qualcosa di neutro per poterlo indicare alla macchina…. a meno ché non lo si introduca di proposito.

Il modo con cui indicare alla macchina un’area neutra può essere diverso da macchina a macchina. Le reflex, di solito, nel momento in cui si sceglie l’opzione bilanciamento personalizzato, richiedono di selezionare, tra le immagini scattate, un’immagine su cui basarsi che sia stata scattata ovviamente sulla scena che si intende fotografare e che contenga una elevata percentuale di zona neutra. Vi faccio un esempio. Facciamo finta che io sia un fotografo e che debba scattare una serie di foto ad una conferenza e che debba consegnarle immediatamente al termine di essa. Dovrò quindi scattare in JPEG e occuparmi del bilanciamento del bianco in fase di scatto. La conferenza si svolge in due sale adiacenti, una grande e una piccola, e so di dover passare continuamente da una sala all’altra. Arrivo sul posto e noto che le due sale sono illuminate con luci di temperature colore diverse e non ho idea di che tipo di luci sono. Non voglio rischiare con il bilanciamento automatico e decido di impostare il bilanciamento personalizzato. Ho tra la mia attrezzatura un cartoncino grigio (neutro) abbastanza grande che uso proprio per queste occasioni : gli faccio subito una prima foto nella prima sala, affiancandogli magari un bigliettino con scritto “sala grande”, e una seconda foto nell’altra sala affiancando un bigliettino con scritto “sala piccola”. Ogni volta che mi sposto in una delle sale seleziono il bilanciamento personalizzato e quando la macchina mi chiede di selezionare, tra quelle scattate, la foto di riferimento, seleziono la foto fatta al cartoncino in quella sala (la riconosco grazie al bigliettino) mentre quando mi sposto nell’altra ripeto l’operazione scegliendo l’altra foto di riferimento. In questo modo otterrò sempre foto correttamente bilanciate sia in una sala che nell’altra.

E’ un’operazione tutto sommato semplice, i veri problemi nascono quando sulla scena sono presenti più illuminazioni di diverso tipo. Impossibile in quei casi bilanciare il bianco in modo che vada bene per tutta la foto, siamo costretti ad accettare il compromesso di  prediligere una sola illuminazione. L’utilizzo del flash stesso, come vedremo, può generare problemi quando la sua luce non calda si fonde con quella ad esempio di una stanza con lampade molto calde.

Il bilanciamento del bianco ha in realtà anche un aspetto compositivo: bilanciare correttamente il bianco significa rendere i colori di una foto naturali e senza alterazione, in questo modo però non viene riportata la vera atmosfera della scena. Ad una conferenza va più che bene ma fotografare ad esempio un soggetto illuminato dalla luce di un camino e bilanciare correttamente il bianco equivale in qualche modo a togliere fascino alla foto. Un tramonto fotografato con bilanciamento corretto del bianco non è più un tramonto. E’ giusto quindi bilanciare ma valutatene comunque la necessità. Se sviluppate i vostri RAW al PC potrete valutare di bilanciare correttamente il bianco o di lasciare/introdurre un minimo di alterazione che renda la foto più coerente con l’atmosfera in cui è stata scattata…o semplicemente per gusto personale.

Consultate il vostro manuale e studiate la sezione dedicata al bilanciamento del bianco.

Se in casa avete qualche luce calda, come ad esempio la classica lampada da comodino, provate a scattare varie foto con bilanciamento automatico. Individuate in quella stanza una zona neutra, possibilmente grigia (altrimenti anche un muro bianco va bene). Impostate poi il bilanciamento personalizzato con riferimento a quella zona neutra. Scattate varie foto e confrontatele con le precedenti.

All’aperto provate i vari preset in base alle condizioni atmosferiche, scattate e confrontate anche queste con delle stesse foto ottenute col bilanciamento automatico. Sono simili? Quale preferite? Ci si può fidare allora del bilanciamento automatico?

Provate a sbilanciare il bianco: impostate un bilanciamento completamente inappropriato. Con quello personalizzato potete farlo “ingannando” la macchina indicandogli una zona non neutra. Le foto risulteranno completamente alterate, eppure, alcuni usano questo sistema per rendere creative e particolari le proprie foto.

Di solito, nonostante preferisca scattare in RAW, lascio il bilanciamento automatico ma se voglio subito avere un’anteprima corretta dell’immagine (dal display) passo al bilanciamento personalizzato.

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